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Friday, 29 January 2010

ben tornato!

Ne è passato di tempo. A giudicare dall'ultimo post [19.08.2009] sono trascorsi esattamente 5 mesi e 10 giorni. Beh, ora che ho quantificato mi sembrano meno di quel che pensassi. L'ultimo post era stato scritto da Martina nel tentativo - poi rivelatosi fallimentare - di riportare la nostra attenzione su questo blog, che, oramai, prendeva più polvere che apprezzamenti! Non che questa fosse una novità completa, tuttavia il suo post è stato un tentativo per nulla fruttuoso. O almeno così pensavamo (lei lo pensa anche ora alle mie 22.38)! Ho appena finito di postprodurre una foto e mi sono detto Ma perché non scrivi un post sul blog? Quale blog? Come quale blog? Quale blog? Quello che hai con Martina! Avevo, vorrai dire! No, è ancora lì tra i tuoi preferiti, quindi lo hai ancora. Ma andrebbe sciacquato, strizzato, asciugato e stirato prima di poterci mettere di nuovo mano. Potresti indossarlo una volta ancora e poi gettarlo in lavatrice. Ma non parlavamo di un blog? Quale blog? E così via, per circa 3 o 4 secondi. Si impiega molto tempo a scrivere, qualche minuto in meno a leggere. E' il pensiero che corre veloce. Tutto sta a prenderlo per le caviglie e costringerlo a scendere su un foglio di carta. Gli scrittori sono persone rapide con le mani e gli occhi. Il cervello corre per tutti.
E' iniziata una nuova canzone [Polaris - Jimmy Eat World] e, per tanto, io inizio a parlare della mia fotografia del giorno.

- incubo -


Era da più di qualche giorno che pensavo di scattare questa foto. Questa semplice affermazione necessita, tuttavia, di essere leggermente emendata. Da quando mi sono trasferito a Lisbona ho avuto modo di dedicarmi più assiduamente alla fotografia e una dedizione più zelante porta con sé anche un ampliamento della maniera in cui pensiamo alle cose. Sostanzialmente tutto si è svolto in una giornata, giornata che, ahime, non aveva nulla che non facesse pensare ad una bella sessione fotografica per le vie di Lisbona: c'era una bella luce, che prometteva solo di migliorarsi col calare del sole, avevo tempo a disposizione, il lettore mp3 era carico e caricato a dovere esattamente come lo era la mia camera. Eppure una volta scaricate le foto sul pc, le ho riguardate perplesso: non c'era niente! Ossia, quelle fotografie rappresentavano una realtà che non era passata per il mio personalissimo filtro psichico. Detto in una parola: non avevo idea di che fotografie sarei andato a scattare!
Ovviamente quando si tratta di fotografia non si può pretendere di ritrovare quello che si vuole dietro al primo angolo! La fotografia, per definizione, è anche istantaneità (non so se esiste questo sostantivo!), dunque è qualcosa che il fotografo deve essere pronto a ritrarre in qualsiasi momento! Tempismo e occhio! Ma la previsualizzazione riveste un'importanza fondamentale nel momento in cui il fotografo va alla ricerca di qualcosa. Se non sai cosa ricerchi, non lo troverai mai. Chi cerca, trova, si dice, ma umilmente mi sento di obiettare leggermente e correggere il detto in chi sa cosa cercare, trova.
La foto che ho scattato oggi (ce la farò ad arrivarci?) la previsualizzavo gni volta che scendevo le scale della metro BAIXA-CHIADO, gradino dopo gradino mi chiedevo.. chissà che effetto farebbe una lunga esposizione qui? E oggi la mia canon ha avuto la compiacenza di concedermi 3 scatti (poi s'è scaricata la batteria.. alle 10 di mattina!! Argh!) e il secondo è quello che presento qui. L'ho intitolata in questo modo perché è proprio la sensazione che mi ha dato mentre la postproducevo. Movimenti inconsulti giù per le scale, con una figura indefinita in fondo.. la classica sensazione di incomprensibile e incoerente che può lasciare un sogno o un incubo. Paradigmatico come si suol dire risvegliarsi da un incubo, qui, nel nostro caso possiamo dire che ci siamo risvegliati con un incubo. Até!


luogo: Lisboa, scalinata Baixa-Chiado
data: 29 gen 2010
exif:
2,5 sec
F/10
18mm
iso-100
filtro ND/8

Tuesday, 7 April 2009

H[igh] D[ynamic] R[ange]: questa nuova conoscenza

Vorrei parlare un po' di questa modalità di postproduzione con la quale mi sto cimentando ultimamente.
Inizialmente, quando vedevo i primi scatti effettuati con questa tecnica e mi chiedevo: "ma che cazzo è?", non la trovavo un granché. Erano i tempi in cui scattavo solo in analogico, quindi è ben comprensibile il mio distacco verso la post-produzione, sebbene ne facessi un po' anche io, tuttavia penso che il mio poco piacere per questa tecnica fosse dovuto all'utilizzo forzato che ne veniva (e viene) fatto. Probabilmente mi erano capitate sotto gli occhi delle foto che erano spiccatamente artefatte, il che mi ha portato a non amarle. Ad ogni modo, suscitarono il mio interesse. Così, da quando ho MOMIX ho iniziato a cercare qualche tutorial su internet e ho in breve capito i princìpi base per fare una foto HDR. Sostanzialmente (e nelle migliori delle possibilità) si tratta di scegliersi un soggetto - preferibilmente con condizioni di luce non eccessivamente forti - e di scattargli 3 (o 5, o 7, o 9...) foto in formato RAW, ognuna con un livello d'esposizione diverso, del tipo -1 / 0 / 1. L'importante è non variare nessuna impostazione tranne l'esposizione, quindi diaframma sempre con la stessa apertura e, possibilmente, nessun movimento della camera (cavalletto e auto-scatto aiutano).
Al momento ho fatto una sola foto che rispetti appieno questa regola [http://picasaweb.google.com/20Oborozuki06/HDR#5320135853471055042], in particolare perché con Photoshop è possibile variare l'esposizione di una foto, anche se il risultato non è bellissimo, ma "chi s'accontenta, gode" recita il proverbio e io, sinceramente, mi sto divertendo anche così. Ed ecco un esempio di quello che si può tirare fuori con questa tecnica:


Scatto originale (no post-produzione). La foto è stata scattata il 4 aprile alle 18.16 a Genzano di Roma (precisamente davanti al Duomo).
velocità otturatore: 1/160 sec
apertura obiettivo: F/10
distanza focale: 18mm
iso: 200





Questo a sinistra è un esempio di HDR "leggero", dico io, ovvero con colori e tonalità accentuate ma ancora "credibili". L'effetto è molto più accattivante rispetto all'originale e forse (dico "forse" perché la mia esperienza nel campo è 0) in camera oscura è un effetto ancora raggiungibile, quindi anche i puristi della fotografia potrebbero non storcere il naso. Ma il "forse" e il condizionale sono d'obbligo.

Per ultima ecco la foto SUPER HDR, ossia il massimo dell'artificioso, dove di fotografico inizia ad esserci veramente poco, solo l'inquadratura direi:



So, what do you think about that???





Thursday, 26 March 2009

[postate prime foto con MOMIX - la nostra canon eos1000d]

Dunque, dunque! Eccoci qua! Finalmente possiamo mostrarvi i primi scatti fatti con un minimo di ratio cinio!
Iniziamo dalla foto che ci ha fatto anche cambiare la foto di presentazione del blog!

Iniziamo dalle specifiche:

velocità otturatore: 3, 26"
apertura obiettivo: f/22
distanza focale: 23 mm
iso: 400

Ho cercato di inquadrare i soggetti secondo la [famigerata] regola dei terzi, ovvero disponendo i soggetti, in questo caso le candele, su due ideali linee che dividono la fotografia in tre colonne e tre righe. Purtroppo mi sa che la regola la ho rispettata solamente per la verticalità, perché mi sembra che la linea orizzontale fosse più sotto! Ma pazienza! Proprio questo mi è da spunto per dire che ho finalmente scoperto la vera utilità dello schermo live-view (ovvero quello che ti permette di non guardare il mirino). Dovevo scattare in una posizione in cui stavo proprio scomodo, quindi eccoti che arriva a salvarmi il live-view e mi permette di non storcermi l'osso del collo. Bella invenzione! Ma dovrebbe servire solo a questo non a sostituire del tutto il mirino, cosa trooooppo comoda! Hai tutto lì, ti fa vedere tutto! Perché guardare lo schermetto? E' come se seduto sugli spalti di uno stadio guardi la partita nel maxi schermo! :D
Ad ogni modo, mi sembra una bella foto! C'è anche una "linea d'entrata", anche se avrebbe dovuto tagliare la foto diversamente!
Bello anche l'effetto a stella, anche se purtroppo solo la candela nello sfondo è ben definita. Penso sia dovuto al fatto che i piccoli movimenti della candela in primo piano fossero ben più evidenti di quella in lontananza!
Mi sembra tutto per questa, passiamo alla seconda (ho dimenticato di dire che ci sarà un sondaggio alla fine):


In questo caso si tratta di un [bel] panorama (per i curiosi è stata scattata proprio all'incrocio tra la Via dei Laghi e Via delle Barozze). Specifiche:

velocità otturatore: 1/500"
apertura obiettivo: F/5,6
distanza focale: 55mm
iso: 200

Ad aver avuto un cavalletto! Avrei potuto giocare molto di più tra apertura del diaframma e velocità dell'otturatore! Mi sarebbe piaciuto vedere l'effetto che un'esposizione prolungata avrebbe potuto dare alle nuvole! Un'altra cosa che non mi è piaciuta è la presenza degli alberi in alto.. è vero che fungono un po' da cornice e che non sono ingombranti, però mi sarebbe piaciuto più il cielo e basta!
Terza foto:



In questo caso una specie di macro, precisamente di un'elica a vento che Martina ha in camera.
Specifiche:

velocità otturatore: 1/64"
apertura obiettivo: F/5
distanza focale: 39mm
iso: 800

Era da un po' che volevo fotografare questo soggetto e finalmente ecco una bella ripresa. Mi piace un po' tutto direi. Sia la profondità di campo, per una macro è necessario che il fuoco sia tutto sul soggetto prescelto, nel caso in questione è il piroletto al centro, e che tutto il resto vada fuori fuoco. E ci siamo riusciti. Mi piace anche l'effetto ad "S" dato dall'elica e l'ombra forte in basso. Ho usato il flash in questo caso, l'unica delle 3, proprio appositamente: ampio contrasto!

That's all, punks!

..solamente nosotros..