Questo suo retroterra empirico si percepisce in maniera quasi tattile in questo romanzo (che nell'introduzione è definito come l'esempio principale di fiction narrativa di Mori), fatto di personaggi che vengono sì approfonditi e ai quali si cerca di dare una crescita, ma è piuttosto evidente che si tratta di una fredda analisi. Non per altro Mori in seguito si dedicò ad opere letterarie più scientifiche, come le biografie di personaggi d'epoca Tokugawa.
Wednesday, 11 February 2009
[Commento a "L'oca selvatica"]
Questo suo retroterra empirico si percepisce in maniera quasi tattile in questo romanzo (che nell'introduzione è definito come l'esempio principale di fiction narrativa di Mori), fatto di personaggi che vengono sì approfonditi e ai quali si cerca di dare una crescita, ma è piuttosto evidente che si tratta di una fredda analisi. Non per altro Mori in seguito si dedicò ad opere letterarie più scientifiche, come le biografie di personaggi d'epoca Tokugawa.
Wednesday, 4 February 2009
[ Anime alla Deriva, di Mason]

[Una vera rivelazione! L'ho comprato perché attratta dalla copertina e dal colore.. non mi aspettavo certo meraviglie.. ma dopo le prime 16 pagine sono stata travolta dal vortice della narrazione e non sono più riuscita ad uscirne. L'autore è giovanissimo ed ha scritto questo libro ancora più giovane, esattamente all'età di 22 anni.. nonostante la giovane età è riuscito a creare un mondo terribilmente vero, fatto d'inganni e menzogne, di sofferenza e disperazione, di ansia soffocante placata solo dal silenzio dell'anima. Ha cesellato finemente l'aspetto psicologico ed emotivo di ogni personaggio, senza tralasciare nemmeno una sfumatura.. ha presentato la vita di tutti noi alla deriva, esattamente come dice nel titolo.
A tratti avrei detto fosse culturalmente vicino alla cultura spagnola, per il suo modo di dipingere gli stati d'animo così disarmanti e intensi, ma in realtà si accosta al lettore in modo diverso: è un po' come una medusa: morbida e velenosa, ti incapsula nel suo "cappuccio" e sei in trappola, non ne esci vivo.
Meritevole davvero. (Per rimanere in tema consiglio anche la visione di: Revolutionary road) ;p]
Thursday, 29 January 2009
[Tutte le anime, di Javier Marias]

Sunday, 25 January 2009
[Mille gru di Kawabata Y.]
Con molta probabilità Kawabata Y. è il mio scrittore giapponese "classico" preferito. Lontano dalle perversioni di Tanizaki e dall'estetismo eroico di Mishima, si
inserisce pienamente (e a buon diritto) in quel filone letterario peculiare al solo Giappone, perché intriso di quella sensibilità che è nata e si è sviluppata solo lì, in quell'arcipelago ricco di quell'attenzione alla natura di cui si fa portavoce lo shintoismo e della filosofia del buddhismo zen, nella quale semplicità ed estetismo vanno di paripasso o a braccetto, se preferite.In questo breve romanzo (devo ancora leggerne il seguito, "Il
disegno del piviere"), Kawabata crea un microcosmo all'interno della società nipponica d'alto rango, un microcosmo che vede svolgere tutti i suoi momenti clou all'interno della cerimonia del thè, sia vista dal punto di vista
architettonico - il padiglione predisposto ad essa - sia temporale - i momenti prima e dopo -.
127 pagine intrise di quella drammaticità che corre continuamente il rischio di cadere nel melodrammatico, ma Kawabata è abile erede di quell'arte teatrale drammatica giapponese, il teatro No, in particolare. Ma la presenza della
sensibilità giapponese si manifesta anche nella sola disposizione della trama, con continue sospensioni che non
possono non richiamare l'effetto creato dalla fugacità di un haiku e la concanetazione teoricamente infinita di un renga.じゃ、ねぇぇぇぇ!
Kawabata Yasunari [川端康成]
Mille gru [千羽鶴]
SE, 2002
Friday, 23 January 2009
[14.01.2009 - L'aurea Laurea]
Sono passati quasi 9 giorni da quando il sottoscritto, dopo anni di sforzi e privazioni, di scelte prese a malincuore e di scelte mai prese, di pagine ingiallite per gli anni e imbrunite per la grafite, di matite consumate fino all'ultimo centimetro e di penne esaurite fino all'ultimo millilitro di inchiostro blu, nero, rosso e verde, il sottoscritto, dicevo, è salito al tanto anelato grado di:
